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Viaggio fotografico: cosa è davvero (e cosa non dovrebbe essere)

di Jacopo Scarabelli | | 3 min di lettura

In breve

  • Molti "viaggi fotografici" sono viaggi turistici sotto mentite spoglie: il fotografo fa da guida e porta il gruppo negli spot famosi, a rifare le foto che si trovano già online.
  • Lo scopo di un viaggio fotografico è un altro: accompagnarti in un viaggio dentro la tua espressività. Un luogo va prima assimilato, poi interpretato in modo personale.
  • Per questo a Fuerteventura torniamo sempre nello stesso posto, e per questo il programma giorno per giorno non lo pubblichiamo.

Un viaggio turistico, con la fotocamera al collo

Basta cercare "viaggio fotografico" per trovare decine di proposte che si somigliano: un itinerario fitto di luoghi celebri, l'orario giusto per la luce giusta, il punto esatto dove piazzare il cavalletto. Il fotografo che accompagna il gruppo, in questi casi, fa soprattutto la guida: conosce gli spot, sa dove parcheggiare, sa da dove "viene bene".

Il risultato è prevedibile. Si torna a casa con le stesse fotografie che si trovano già su Google e su Instagram, scattate dagli stessi punti, con la stessa luce. Belle, magari. Ma non tue.

Non c'è niente di male in un viaggio turistico. Il problema è chiamarlo viaggio fotografico, perché la parola "viaggio" fa dare per scontate cose che non ci sono.

Lo scopo vero: un viaggio dentro la tua espressività

Un viaggio fotografico non dovrebbe portarti in un posto per replicare un'immagine. Dovrebbe portarti a capire come guardi tu, e a farlo diventare una fotografia.

Per riuscirci, un luogo va prima assimilato: ci si cammina dentro, lo si ascolta, si incontrano le persone che lo abitano, si capisce che cosa ci colpisce davvero e perché. Solo dopo lo si può interpretare in modo personale e unico. È un processo che ha bisogno di tempo, di un gruppo piccolo e di qualcuno che, più che indicarti dove scattare, ti fa le domande giuste e rilegge con te le fotografie.

In un viaggio così il fotografo che accompagna non è una guida turistica: è un docente. Il suo lavoro è aiutarti a trasformare un'esperienza in uno sguardo.

Perché torniamo sempre nello stesso luogo

Il viaggio fotografico di Fotografica Factory si svolge da anni sempre nello stesso posto: Fuerteventura, arrivato alla settima edizione. Non è mancanza di fantasia, è una scelta.

Jacopo Scarabelli conosce l'isola a fondo e negli anni ha costruito una rete di conoscenze locali che apre le porte a situazioni, persone e luoghi altrimenti difficilmente accessibili. Sono proprio quelle situazioni a fare la differenza: non si possono trovare in rete, e non si possono improvvisare con un itinerario preso da un blog.

Conoscere bene un luogo permette anche di cambiare: le uscite sono diverse a ogni edizione, e l'itinerario sostiene le realtà del posto invece di inseguire i punti più affollati.

Perché il programma non lo pubblichiamo

Chi si iscrive sa cosa è incluso, dove dorme, quanto costa e come funzionano le giornate. Quello che non trova online è il programma giorno per giorno, e non per distrazione.

Se pubblicassimo i luoghi, il passo successivo sarebbe naturale: cercarli su Google, guardare le foto degli altri e partire con delle immagini già in testa. È esattamente ciò che un viaggio fotografico dovrebbe evitare. Arrivare in un posto senza averlo già "visto" è la condizione migliore per guardarlo con occhi tuoi.

Come riconoscere un viaggio fotografico vero

Prima di iscriverti a un viaggio fotografico, qualunque sia, fatti qualche domanda:

  • Il programma è un elenco di luoghi famosi? Se sì, probabilmente è un viaggio turistico.
  • Quante persone siete? In un gruppo grande nessuno può seguirti davvero. A Fuerteventura siamo al massimo 6.
  • Si guardano le foto insieme? Senza lettura e editing condivisi, manca la parte in cui si impara di più.
  • Il fotografo conosce il luogo o ci va per la prima volta? Solo chi conosce un posto può portarti oltre la superficie.
  • Il fotografo che ti accompagna ha un lavoro autoriale? Guarda i suoi progetti e se è riconoscibile nella direzione che ha preso. Questo ti farà capire se è solo uno che ti insegnerà a fare belle foto, o se invece sarà qualcuno in grado di valorizzare la tua espressività personale.