Foto sfocate o mosse? Come ottenere foto nitide
di Jacopo Scarabelli | | 5 min di lettura

In breve
- Una foto poco nitida può essere sfocata (la messa a fuoco è nel punto sbagliato) o mossa (si è mosso qualcosa durante lo scatto): i due problemi hanno cause e rimedi diversi.
- Per la messa a fuoco, scegli tu dove mettere il fuoco e usa la modalità giusta: singola per i soggetti fermi, continua per quelli in movimento.
- Per il mosso, controlla il tempo di scatto: è quasi sempre lui il responsabile.
Sfocata o mossa? Prima capisci il problema
Ingrandisci la foto al 100% e guardala con attenzione.
- Se qualcosa è nitido, ma non il soggetto (per esempio lo sfondo è perfetto e il volto no), la foto è sfocata: la messa a fuoco è andata nel punto sbagliato.
- Se niente è nitido e i contorni sembrano raddoppiati o strisciati nella stessa direzione, la foto è mossa: si è mossa la fotocamera durante lo scatto.
- Se lo sfondo è nitido ma il soggetto lascia una scia, si è mosso il soggetto.
Sembra un dettaglio, ma è il primo passo: finché non sai qual è il problema, cambierai le regolazioni a caso.
Dove va il fuoco lo decidi tu
In automatico la fotocamera mette a fuoco quello che le sembra più importante, di solito la cosa più vicina o più contrastata. Spesso indovina, ma non sempre: un ramo in primo piano, una ringhiera, una persona di passaggio possono "rubare" il fuoco.
La soluzione è scegliere tu l'area di messa a fuoco: un punto singolo o una piccola zona che sposti dove vuoi. Nei ritratti, la regola è semplice: il fuoco va sugli occhi, e se il volto è di tre quarti sull'occhio più vicino a te. Molte fotocamere recenti hanno il riconoscimento degli occhi: usalo, ma controlla sempre che abbia scelto l'occhio giusto.
Le modalità dell'autofocus
Le sigle cambiano da marca a marca, ma le modalità principali sono due:
- Singola (AF-S, One Shot): mette a fuoco quando premi a metà il pulsante di scatto e blocca il fuoco lì. È perfetta per paesaggi, ritratti in posa, architettura.
- Continua (AF-C, AI Servo): continua a inseguire il soggetto finché tieni premuto. È quella da usare per bambini che corrono, animali, sport, persone in strada.
Molti errori nascono da qui: un soggetto in movimento fotografato con la messa a fuoco singola. Tu metti a fuoco, lui si sposta di mezzo metro, e la foto è sfocata anche se la fotocamera ti ha detto che era tutto a posto.
Il mosso: quasi sempre è colpa del tempo
Se la foto è mossa, il primo sospettato è il tempo di scatto. Ne abbiamo parlato anche nell'appunto su ISO, tempi e diaframma, ma ecco i riferimenti pratici:
- A mano libera, usa un tempo almeno pari a 1 diviso la focale: con un 50 mm, almeno 1/50. Con i sensori di oggi, ad alta risoluzione, conviene stare anche un po' più veloci, per esempio 1/100.
- Persone che camminano: almeno 1/250.
- Sport, bambini che corrono, animali: 1/500 o più veloce.
Se con questi tempi la foto viene troppo scura, non rallentare il tempo: apri il diaframma o alza gli ISO. Un po' di rumore si corregge in post produzione, il mosso no.
Stabilizzazione e cavalletto
La stabilizzazione, nel corpo macchina o nell'obiettivo, ti permette di usare tempi più lenti a mano libera. Funziona molto bene contro il tremolio delle mani, ma attenzione: non ferma il soggetto. Se una persona si muove a 1/15 di secondo, uscirà mossa anche con la migliore stabilizzazione.
Quando la luce è poca e il soggetto è fermo (un paesaggio al tramonto, un interno, una città di notte) la soluzione è il cavalletto. In quel caso usa l'autoscatto di 2 secondi o un telecomando, così non muovi la fotocamera premendo il pulsante. E se l'obiettivo è stabilizzato, verifica nel manuale se va spento quando la fotocamera è sul cavalletto.
La profondità di campo: quanto è a fuoco
A volte il fuoco è nel punto giusto, ma la zona nitida è così sottile che il resto sparisce. Succede con i diaframmi molto aperti (f/1.4, f/1.8) e quando sei molto vicino al soggetto: a f/1.8, in un ritratto stretto, può essere nitido un occhio e già sfocato l'altro.
Se vuoi più cose a fuoco, chiudi il diaframma: f/5.6 o f/8 per un gruppo di persone, f/8 o f/11 per un paesaggio. E ricordati che lo sfocato non è un difetto da evitare sempre: è uno strumento. Scegliere cosa lasciare nitido è già una decisione di racconto.
Una piccola lista prima dello scatto
- Il punto di messa a fuoco è sul soggetto, o sugli occhi nei ritratti?
- La modalità AF è giusta: singola per i soggetti fermi, continua per quelli che si muovono?
- Il tempo di scatto è abbastanza veloce per la focale e per il movimento?
- Il diaframma ti dà la profondità di campo che ti serve?
- Dopo lo scatto, ingrandisci sul monitor: controllare subito costa due secondi, rifare la foto a volte è impossibile.
Al Corso Base lavoriamo proprio così: uscite sul campo, controllo delle foto insieme e correzioni sul momento, finché queste scelte non diventano automatiche.
EXTRA: Sfuocato o mosso... volontariamente
Lo sfocato o il mosso possono essere delle scelte creative.
Un quanto a scelta deve essere voluta nelle intenzioni. Anche se il risultato è frutto di prove in quanto l'immagine che ne deriva è qualcosa che non possiamo vedere a occhio nudo.
Ma possiamo prevederlo andando a sperimentare tempi più lenti e cambi di messa a fuoco.
Ancora meglio se quell'intenzione visuale è correlata a ciò che stiamo raccontando con le nostre fotografie.


